Progetti

Con l’aiuto di docenti universitari, tecnici e creativi noi socie de L’Anello Forte abbiamo affrontato la complessità dell’economia circolare legata al vino: quali sono i prodotti di scarto dei processi di trasformazione dal grappolo alla bottiglia, e quali strade prendono? Come possiamo recuperarli e dar loro nuova vita? Abbiamo osservato i percorsi fatti da altre imprese, anche in settori differenti dal nostro. Abbiamo cercato di classificare e quantificare i nostri rifiuti, calcolarne l’impatto e immaginare una seconda vita. Ci siamo rese conto che pensare a un’economia circolare all’interno della nostra filiera richiede capacità strategiche, ma anche creatività e fantasia, e un buon gioco di squadra. E qualche passo avanti lo abbiamo fatto.

Ecco alcuni dei progetti in corso!
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CARTA
In collaborazione con FAG, azienda di packaging di Dogliani, e OSSON, che si occupa di recuperi dei materiali, abbiamo realizzato delle scatole per il trasporto del vino con cartone 100% riciclato dalle nostre colline, capaci e trasmettere il mesaggio dell’Anello Forte

LINER
Il progetto ha preso il via nel 2024 grazie al bando promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo “Percorsi di sostenibilità. Misura 2” e porta attenzione al materiale del liner di scarto post etichettatura, supporto siliconato delle etichette autoadesive non riciclabile con la carta comune. La macchina etichettatrice delle bottiglie srotola la bobina e al termine dell’operazione resta il rotolo di carta siliconata: si tratta di un rifiuto ‘speciale’ solitamente destinato alla discarica o alla termovalorizzazione


Il progetto, RICIC.LINER, è partito in un formato “pilota” nel 2024, coinvolgendo 32 cantine del territorio di Monforte d’Alba; nel 2025 si appresta a un upgrade nell’intera zona di produzione del Barolo.

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PLASTICA
Abbiamo fatto un tentativo con un’azienda del nostro territorio che produce i vinplast, interfalda di plastica per lo stoccaggio del vino imbottigliato. Ma purtroppo senza successo. Ora stiamo lavorando con altre due aziende per capire se è possibile riciclare questa termoplastica per ottenere lo stesso film performante utilizzato per l’imballaggio.
FOGLIE ROSSE
La vite, si sa, finita la vendemmia scolora. Non tutti i vitigni allo stesso modo, i nebbioli diventano gialli, i dolcetti arancio, le barbere bordeaux intenso. Abbiamo scoperto che queste ultime vengono utilizzate per produrre integratori naturali per favorire la funzionalità del microcircolo.
SCARTI DI VENDEMMIA
Raspi, fecce e vinacce vengono già utilizzati in vari settori, dalla cosmetica alle aziende farmaceutiche, qualcuno addirittura per produrre carta o tessuti. Noi stiamo percorrendo un’altra strada: vogliamo capire se questi scarti possano essere trasformati in un diserbo naturale. Ci siamo rivolti ad una docente di chimica dell’Università di Torino e con lei ed alcuni suoi studenti stiamo procedendo per step.
TAPPI
Insieme al comune di Monforte d’Alba si è creato un punto di raccolta per i tappi di sughero, che vengono conferiti alla comunità Artimestieri e destinati a una nuova vita nel settore edilizio.
LACRIME DI VITE
È un modo romantico per definire la linfa che, all’inizio della primavera, sgorga dai tagli della potatura. Un tempo le venivano attribuiti poteri magici, certo è che quelle lacrime sono un concentrato di sostanze preziose utilizzate in cosmetica.
SARMENTI
Questo materiale ligneo potrebbe anche essere utilizzato per alimentare impianti a biomasse. Percorreremo presto questa strada con un’azienda che fornisce energia al nostro territorio.
Credo nei tempi lunghi, credo nei lavori di ricerca che richiedono non poca umiltà ed altrettanta pazienza.
Troppi giocano con le cose serie.
Nuto Revelli, L’anello forte, Einaudi, 1985, Introduzione

COLLABORAZIONI

POLITECNICO DI TORINO

All’inizio di marzo 2021 abbiamo aderito all’invito di Unioncamere Piemonte ad essere coinvolte in un corso di Design Sistemico organizzato dal Politecnico di Torino insieme a Environment Park sulla piattaforma Circular Economy.
Il corso Open System del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, coordinato dalla professoressa Silvia Barbero, è rivolto a una settantina di studenti, la metà stranieri. Ha come obiettivo analizzare le fasi del processo produttivo e i flussi di materia in entrata e uscita delle aziende che hanno aderito al progetto, inserendo i dati in una visione olistica del territorio nel quale operano.
Per noi ha partecipato Noemi Conterno dell’azienda agricola Conterno Fantino. Qui al primo incontro con uno degli studenti e gli altri cinque collegati su Zoom.